I principali delta dei fiumi del mondo – che ospitano circa mezzo miliardo di persone, comprese alcune delle popolazioni più vulnerabili del pianeta – stanno affondando a ritmi allarmanti, spesso superando gli effetti dell’innalzamento globale del livello del mare. Una nuova analisi dei dati satellitari rivela che questa subsidenza rappresenta un rischio immediato maggiore per le comunità di queste aree basse rispetto al solo cambiamento climatico. Il problema non è solo l’innalzamento degli oceani; è il terreno stesso che crolla sotto milioni di piedi.
La portata della crisi
Dieci megalopoli con una popolazione superiore a 10 milioni sono costruite sui delta che si abbassano, compresi i principali centri in Asia, Africa e nelle Americhe. I ricercatori guidati da Manoochehr Shirzaei della Virginia Tech hanno esaminato 40 delta fluviali in tutto il mondo, tra cui il Mekong, il Mississippi, l’Amazzonia, lo Yangtze e il Nilo, utilizzando dati radar satellitari ad alta precisione raccolti tra il 2014 e il 2023. I risultati sono netti:
- In oltre un terzo dell’area del delta, il terreno sta sprofondando.
- In 38 delta su 40, più della metà dell’area si sta abbassando.
- La subsidenza media supera l’innalzamento del livello del mare in 18 delta su 40.
Ciò significa che per molte persone il terreno sta affondando più velocemente di quanto l’oceano si stia sollevando, rendendo molto più probabili inondazioni e spostamenti. Questa è una distinzione fondamentale perché significa che un’azione localizzata può fare la differenza.
Perché i Delta stanno affondando?
Il motore principale è l’attività umana. Mentre l’innalzamento globale del livello del mare avviene a circa 4 millimetri all’anno, molti delta stanno affondando a ritmi superiori, alcuni del doppio o più. I fattori chiave includono:
- Estrazione delle acque sotterranee: Il pompaggio delle acque sotterranee per l’agricoltura, l’industria e l’uso urbano compatta il terreno sottostante. Questo è il contributo più significativo alla subsidenza in molte aree.
- Alterazione dei sedimenti: Dighe, argini e ingegneria fluviale riducono il flusso naturale di sedimenti che riempie i delta, portando all’erosione e allo sprofondamento.
- Espansione urbana: Il peso assoluto delle città sulle superfici del delta aggrava il problema, aumentando la domanda di acqua e intensificando indirettamente l’esaurimento delle acque sotterranee.
Il delta del Chao Phraya in Thailandia, dove si trova Bangkok, è il più colpito. Sta affondando a 8 millimetri all’anno, con il 94% dell’area che si abbassa più velocemente di 5 millimetri all’anno. L’effetto combinato dell’abbassamento della terra e dell’innalzamento dei mari fa sì che Bangkok stia registrando un aumento relativo del livello del mare pari a 12,3 millimetri all’anno. Altre città che affrontano un rapido cedimento includono Alessandria (Egitto), Giakarta (Indonesia) e Surabaya (Indonesia).
Il ruolo dei data center e la domanda idrica
Il rapporto sottolinea specificamente che le strutture ad alto consumo idrico, come i data center, aggravano il problema. Questi centri necessitano di grandi quantità di acqua per il raffreddamento, che spesso proviene dalle falde acquifere locali. Nelle regioni già vulnerabili, come il delta del Mekong, l’aumento della domanda idrica accelera lo sprofondamento dei terreni, mina i sistemi di drenaggio e riduce la durata delle infrastrutture.
Implicazioni politiche e cosa si può fare
Shirzaei sostiene che i politici sono troppo concentrati sull’innalzamento del livello del mare causato dal clima e rischiano di indirizzare erroneamente gli sforzi di adattamento. A differenza dell’innalzamento globale del livello del mare, la subsidenza provocata dall’uomo è spesso affrontabile a livello locale attraverso:
- Regolamento sulle acque sotterranee: limiti rigorosi all’estrazione delle acque sotterranee.
- Ricarica gestita delle falde acquifere: rifornimento delle falde acquifere esaurite.
- Gestione dei sedimenti: ripristino del flusso naturale di sedimenti nei delta.
“È un errore concentrarsi solo sul cambiamento climatico”, afferma Shirzaei. “La subsidenza causata dall’uomo è spesso risolvibile a livello locale se si adottano i passi giusti”.
I dati lo chiariscono: il fallimento nell’affrontare la subsidenza localizzata insieme all’innalzamento globale del livello del mare lascerà centinaia di milioni di persone a maggior rischio di inondazioni e sfollamenti catastrofici. La situazione richiede un’azione immediata e mirata per proteggere questi ecosistemi critici e le comunità che dipendono da essi.





















