Il pianeta si sta riscaldando a un ritmo due volte più veloce di quanto osservato in precedenza, intensificando l’urgenza dell’azione per il clima. Una nuova ricerca conferma che il ritmo del riscaldamento globale è notevolmente accelerato negli ultimi decenni, spingendo potenzialmente le soglie climatiche critiche più vicine del previsto.
La crisi dell’eccesso di velocità
Prima del 2013-2014, la Terra si riscaldava di circa 0,18°C ogni decennio. Da allora, questo tasso è raddoppiato fino a raggiungere 0,36°C ogni decennio, secondo l’analisi condotta da Stefan Rahmstorf dell’Università di Potsdam. Questo aumento non è solo un incremento minore; significa che grandi catastrofi climatiche – dalle condizioni meteorologiche estreme al collasso dell’ecosistema – potrebbero verificarsi prima.
Questa accelerazione è particolarmente preoccupante perché ogni frazione di grado di riscaldamento intensifica la gravità degli impatti climatici. Come spiega Rahmstorf, “Ogni decimo di grado è importante… peggiorando l’impatto del riscaldamento globale”. Il fatto che questo riscaldamento stia accelerando mentre gran parte del mondo sta cercando attivamente di frenarlo crea un pericoloso paradosso.
Superamento delle soglie critiche
Se il riscaldamento continua a questo ritmo, il mondo potrebbe superare il limite di riscaldamento di 1,5°C fissato dall’Accordo di Parigi già nel 2028, anche prima di quanto stimato in precedenza. Il superamento di questa soglia rischia di innescare cambiamenti irreversibili:
- Crollo della barriera corallina: Le barriere coralline di acqua calda stanno già morendo.
- Scioglimento della calotta glaciale: la Groenlandia e l’Antartide occidentale potrebbero entrare in fasi di scioglimento inarrestabili.
- Deperimento dell’Amazzonia: La foresta pluviale, un importante serbatoio di carbonio, potrebbe crollare.
Questi “punti critici” rappresentano fallimenti a cascata che rimodellerebbero il pianeta per generazioni.
Cosa sta guidando il cambiamento?
La recente accelerazione è probabilmente legata a un giro di vite sulle emissioni di anidride solforosa derivanti dalle spedizioni a partire dal 2020. Sebbene benefico per la salute umana, questo inquinante in precedenza creava una foschia che bloccava il sole mascherando un certo riscaldamento. La rimozione di quella foschia ha consentito alla tendenza al riscaldamento di fondo di diventare più pronunciata.
Tuttavia, la situazione non è del tutto disperata. Man mano che l’uso dei combustibili fossili diminuisce, ulteriori riduzioni dell’inquinamento atmosferico potrebbero eventualmente rallentare il tasso di riscaldamento. Ma la traiettoria esatta rimane incerta e le fluttuazioni climatiche naturali come El Niño complicano il quadro.
La scienza parla chiaro
Lo studio Rahmstorf fornisce la prima prova statisticamente significativa dell’accelerazione determinata dal cambiamento climatico, con una confidenza del 98%. Anche se si tiene conto di altri fattori (eruzioni vulcaniche, cicli solari), la tendenza di fondo è inequivocabile. Anche se l’esatta entità dell’accelerazione è oggetto di dibattito, le prove portano a una conclusione chiara e allarmante: il riscaldamento sta avvenendo più velocemente che mai.
I risultati rafforzano la necessità di tagli rapidi e drastici alle emissioni. Ritardare l’azione non farà altro che esacerbare la crisi, spingendo il pianeta più vicino a punti di svolta irreversibili. La finestra per un intervento efficace si sta riducendo rapidamente.




















