Per secoli, artisti e produttori hanno cercato il Santo Graal del colore: un pigmento rosso vivido e duraturo, brillante e stabile. Nonostante i progressi della chimica, questa sfumatura sfuggente rimane fuori portata, rappresentando una potenziale fortuna per chiunque riesca a sintetizzarla. Il mercato globale dei pigmenti inorganici vale già oltre 28 miliardi di dollari all’anno e la domanda di un rosso rivoluzionario è intensa.
La lotta storica per i rossi vivaci
I primi rossi derivavano da rocce contenenti ossido di ferro, creando toni terrosi che duravano da millenni, come testimoniano le pitture rupestri di 20.000 anni fa in Francia. Tuttavia, storicamente, i rossi davvero sorprendenti facevano affidamento su metalli tossici come il cadmio e il mercurio. Poiché questi materiali diventano sempre più limitati a causa di problemi di sicurezza, trovare un sostituto si è rivelato molto più difficile del previsto. I pigmenti organici possono produrre rossi brillanti, ma la loro fragilità chimica fa sì che sbiadiscano rapidamente: il rosso iconico di una moderna Ferrari richiede un costoso rivestimento UV per prevenire la perdita di colore.
La scoperta accidentale di YInMn Blue
Il chimico Mas Subramanian si è imbattuto in un rivoluzionario pigmento blu nel 2008 mentre ricercava materiali per computer presso l’Oregon State University. La scoperta del blu YInMn, una combinazione di ittrio, indio e manganese, è stata accidentale, nata da una sperimentazione non convenzionale piuttosto che da un progetto deliberato. La sua proposta di finanziamento iniziale non aveva nemmeno menzionato la scoperta del pigmento; è stato un fortunato sottoprodotto della ricerca sulla scienza dei materiali.
Il pigmento ottenne rapidamente riconoscimenti per la sua stabilità e la sua tonalità unica, trovando impiego nelle vernici, nei rivestimenti per il raffreddamento degli edifici e persino nelle applicazioni artistiche. Tuttavia, i rari elementi necessari per sintetizzarlo rendono costosa la produzione di massa.
La scienza dietro il colore: simmetria rotta e struttura atomica
Il lavoro di Subramanian ha spostato la sua attenzione sulla complessità del colore a livello atomico. Ha scoperto che il colore dipende da come la luce interagisce con gli elettroni all’interno dei materiali. Un materiale appare rosso perché riflette la luce rossa assorbendone altre, ma i pigmenti più sorprendenti riflettono solo il colore desiderato senza perdite spettrali. Ciò dipende da come sono disposti gli atomi, con strutture altamente simmetriche che spesso sopprimono le transizioni elettroniche necessarie per ottenere tonalità vibranti.
Per ottenere colori vividi, Subramanian iniziò a sfruttare l’asimmetria, rompendola deliberatamente per consentire agli elettroni di saltare tra i livelli energetici in modi che normalmente sarebbero vietati dalla fisica quantistica. Ha sperimentato il cromo in strutture insolite, ispirandosi a campioni di roccia lunare contenenti rare formazioni di Cr2+, che presentano sfumature rosso-magenta.
Il futuro del rosso: una corsa contro la chimica
Nonostante i progressi, un rosso vero, stabile e conveniente rimane sfuggente. La sfida sta nell’ingegnerizzare l’asimmetria nei pigmenti garantendo al tempo stesso la durabilità contro l’umidità, la luce solare e la produzione su larga scala. Subramanian continua a perfezionare il suo approccio, combinando disposizioni atomiche non convenzionali con materiali semiconduttori per ampliare i confini della chimica del colore.
La caccia al rosso perfetto non è solo una ricerca scientifica; è una corsa per un potenziale profitto di miliardi di dollari. L’approccio del chimico rimane valido, ma la fortuna e la serendipità potrebbero ancora svolgere un ruolo nello sbloccare la svolta finale.





















