La Corte olandese conferisce mandato di protezione del clima al territorio dei Caraibi, stabilendo un precedente globale

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I Paesi Bassi sono stati legalmente obbligati a proteggere i 26.000 residenti di Bonaire, un territorio caraibico olandese, dagli impatti crescenti del cambiamento climatico. Mercoledì una sentenza storica della Corte distrettuale dell’Aja ha ritenuto che il governo olandese abbia violato i diritti umani non riuscendo ad affrontare adeguatamente i rischi a cui va incontro l’isola.

La sentenza: obiettivi vincolanti in materia di emissioni e piani di adattamento

La Corte ha ordinato ai Paesi Bassi di stabilire obiettivi concreti e giuridicamente vincolanti per la riduzione dei gas serra entro 18 mesi. Fondamentalmente, il governo deve anche sviluppare e attuare entro quattro anni un piano dettagliato di adattamento climatico specifico per Bonaire. Questa decisione segna un significativo aumento della responsabilità legale delle nazioni per quanto riguarda i danni legati al clima ai loro cittadini, soprattutto nei territori d’oltremare.

Perché Bonaire? Discriminazione e tutela ineguale

Il nucleo della sentenza poggia sul principio di non discriminazione. La corte ha sottolineato che i residenti di Bonaire affrontano minacce climatiche più immediate e gravi rispetto a quelli dei Paesi Bassi europei, ma hanno ricevuto molta meno protezione. Questa disparità – ovvero l’incapacità di dare priorità alla resilienza climatica di Bonaire – è stata considerata una violazione diretta dei diritti fondamentali. Questo non è semplicemente un caso ambientale; è un’affermazione legale che l’inazione climatica può costituire discriminazione.

Un cambiamento globale nel contenzioso sul clima

Gli esperti legali prevedono che questa sentenza catalizzerà casi simili in tutto il mondo. Vesselina Newman, di ClientEarth, ha osservato che la decisione “aprirà sicuramente le porte a una serie di casi simili in tutto il mondo”, in particolare nei paesi con territori dipendenti o d’oltremare. Questo precedente legale impone una rivalutazione degli obblighi nazionali di proteggere le popolazioni vulnerabili dai cambiamenti climatici, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

“Non vi è alcuna buona ragione per cui le misure per gli abitanti di Bonaire… dovrebbero essere adottate più tardi e in modo meno sistematico rispetto a quelle adottate per gli abitanti della parte europea dei Paesi Bassi.” — Tribunale distrettuale dell’Aia

Il caso è stato avviato da otto residenti di Bonaire e da Greenpeace Paesi Bassi, i quali hanno sostenuto che l’innalzamento del livello del mare, le condizioni meteorologiche estreme e il riscaldamento delle temperature rappresentano una minaccia esistenziale per l’isola. Marieke Vellekoop di Greenpeace ha definito la decisione “storica”.

Questa sentenza non è solo una vittoria per Bonaire; è un avvertimento a tutte le nazioni che l’inazione sul clima comporta conseguenze legali, soprattutto laddove le popolazioni vulnerabili sono palesemente danneggiate. I Paesi Bassi sono ora legalmente obbligati a proteggere i propri cittadini all’estero dalla crisi climatica, stabilendo un nuovo standard per la responsabilità globale.