La NASA ha completato la costruzione del Nancy Grace Roman Space Telescope, un potente osservatorio pronto a rivoluzionare la nostra comprensione dell’universo. Il telescopio, che prende il nome dal primo astronomo capo della NASA, è sulla buona strada per essere lanciato già nel settembre 2026 – in anticipo rispetto alle stime precedenti – e inizierà a raccogliere dati entro la fine di quell’anno.
Un successore di Hubble e Webb
Il telescopio romano rappresenta il passo successivo nel programma di punta dell’osservatorio spaziale della NASA, dopo il rivoluzionario Hubble (lanciato nel 1990) e il James Webb Space Telescope (lanciato nel 2021). A differenza di un sostituto, Roman è progettato per integrare i telescopi esistenti. Lavorerà in tandem con Hubble e Webb, ampliando la portata della ricerca astronomica.
Il telescopio stesso è alto 42 piedi e pesa oltre 9.000 libbre, costruito con un budget di 4,3 miliardi di dollari. Opererà a circa 1 milione di miglia dalla Terra nel punto Lagrange L2 Sole-Terra, insieme ad altri importanti osservatori come JWST e Gaia ed Euclid dell’ESA.
Obiettivi chiave: mappatura della Via Lattea e caccia agli esopianeti
Roman è dotato di due strumenti primari pensati per obiettivi ambiziosi:
- Wide Field Instrument (WFI) : una fotocamera da 288 megapixel con uno specchio da 7,9 piedi catturerà immagini ad alta risoluzione del sistema solare esterno, di galassie distanti e di altri fenomeni cosmici nella luce infrarossa. Una parte significativa del tempo di osservazione di Roman (25%) sarà dedicata alla creazione della mappa più dettagliata mai vista del centro della Via Lattea. Questa mappa è fondamentale perché la comprensione della struttura galattica fornisce informazioni sulla materia oscura e sull’energia oscura.
- Lo strumento coronagrafo : questo dispositivo bloccherà il bagliore delle stelle lontane, rivelando esopianeti altrimenti oscurati dalla luminosità stellare.
Un’impennata nella scoperta di esopianeti
Ad oggi, in tre decenni di ricerche, gli scienziati hanno confermato oltre 6.000 esopianeti. Si prevede che Roman scoprirà più di 100.000 mondi lontani in soli cinque anni: un aumento di quindici volte del tasso di scoperta. Questa rapida espansione dei dati sugli esopianeti sarà vitale per valutare il potenziale della vita extraterrestre e comprendere la formazione planetaria.
“La domanda ‘Siamo soli?’ è una questione importante, ed è un compito altrettanto arduo creare strumenti che possano aiutarci a rispondere”, afferma Feng Zhao, responsabile del Roman Coronagraph Instrument.
Capacità dei dati e prospettive future
Roman genererà oltre 20.000 terabyte di dati durante la sua missione iniziale di cinque anni, equivalente alla capacità di archiviazione di 3.000 iPhone. Questo enorme set di dati metterà alla prova le attuali tecniche di analisi, ma fornirà anche opportunità senza precedenti per scoperte scientifiche.
Il telescopio verrà lanciato a bordo di un razzo SpaceX Falcon Heavy dal Kennedy Space Center in Florida, richiedendo il trasporto dal Goddard Space Flight Center nel Maryland. Se tutto andrà come previsto, la raccolta dei dati potrebbe iniziare entro la fine del 2026.
Il telescopio spaziale romano è pronto a trasformare la nostra comprensione dell’universo. Le sue immagini ad alta risoluzione, le capacità di rilevamento di esopianeti e la mappatura della Via Lattea forniranno una grande quantità di dati per i decenni a venire.
