Oncologia di precisione: come un comune antidolorifico potrebbe ridurre la recidiva del cancro del colon-retto

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Oncologia di precisione: come un comune antidolorifico potrebbe ridurre la recidiva del cancro del colon-retto

I risultati di nuovi studi clinici suggeriscono che un farmaco a basso dosaggio e ampiamente disponibile, l’aspirina, potrebbe svolgere un ruolo significativo nel prevenire la recidiva del cancro del colon-retto dopo un intervento chirurgico. Tuttavia, il vantaggio non è universale; il farmaco sembra essere più efficace per i pazienti con profili genetici specifici.

La connessione genetica: il percorso PI3K

Lo studio, condotto da ricercatori del Karolinska Institutet e del Karolinska University Hospital, si è concentrato su uno specifico driver biologico del cancro: la via di segnalazione PI3K. Questo percorso è responsabile del controllo della crescita e della sopravvivenza delle cellule. Quando si verificano mutazioni all’interno di questo percorso, le cellule possono crescere in modo incontrollabile, portando allo sviluppo del tumore.

La ricerca ha evidenziato che circa il 37% dei pazienti coinvolti nello studio possedeva queste specifiche alterazioni genetiche, rendendoli i primi candidati per una terapia mirata.

Principali risultati dello studio ALASCCA

Lo studio ALASCCA era uno studio randomizzato su larga scala che ha coinvolto oltre 3.500 pazienti in 33 ospedali in Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia. I partecipanti sono stati assegnati a prendere 160 mg di aspirina al giorno o un placebo per tre anni dopo l’intervento.

I risultati hanno dimostrato una riduzione significativa della recidiva del cancro per i soggetti con mutazioni specifiche:

  • Mutazioni PIK3CA: il tasso di recidiva è stato solo del 7,7% per i pazienti che assumevano aspirina, rispetto al 14,1% nel gruppo placebo.
  • Alterazioni genetiche correlate: i pazienti hanno riscontrato tassi di recidiva del 7,7% con l’aspirina rispetto al 16,8% con il placebo.
  • Impatto complessivo: per questi sottogruppi specifici, l’aspirina riduce efficacemente il rischio di recidiva di quasi la metà.

In termini di sopravvivenza, quasi 89% dei pazienti trattati con aspirina sono rimasti liberi dal cancro dopo tre anni, rispetto a un range compreso tra 79% e 81% nel gruppo placebo.

Perché è importante: il passaggio alla medicina di precisione

Questo studio è un esempio fondamentale di medicina di precisione : la pratica di adattare il trattamento medico alle caratteristiche individuali di ciascun paziente. Piuttosto che applicare un approccio “unico per tutti”, i medici possono utilizzare test genetici per identificare quali pazienti trarranno effettivamente beneficio dal farmaco.

Perché l’aspirina potrebbe funzionare:
I ricercatori ritengono che l’efficacia del farmaco derivi da una combinazione di fattori:
1. Ridurre l’infiammazione nel corpo.
2. Limitazione dell’attività piastrinica, che può ostacolare la capacità delle cellule tumorali di diffondersi.
3. Interferisce direttamente con i meccanismi di crescita del tumore.

Rischi e considerazioni

Sebbene i benefici siano promettenti, il trattamento non è privo di effetti collaterali. Lo studio ha riferito che il 16,8% dei pazienti che assumevano aspirina ha manifestato gravi effetti collaterali, rispetto all’11,6% del gruppo placebo. Ciò evidenzia la necessità di un’attenta selezione dei pazienti attraverso lo screening genetico per garantire che i benefici superino i rischi.

Una soluzione altamente accessibile

Uno degli aspetti di maggior impatto di questa ricerca è il rapporto costo-efficacia e disponibilità del trattamento. A differenza di molti farmaci oncologici moderni e costosi, l’aspirina è poco costosa e accessibile in tutto il mondo. Se questi risultati fossero integrati nelle linee guida cliniche standard, potrebbero fornire uno strumento altamente efficiente per la gestione del cancro a livello globale.

“Questo è un chiaro esempio di come possiamo utilizzare le informazioni genetiche per personalizzare il trattamento e allo stesso tempo risparmiare risorse e sofferenza”, afferma Anna Martling, autrice principale e professoressa al Karolinska Institutet.


Conclusione: Utilizzando la profilazione genetica per individuare mutazioni specifiche, l’aspirina potrebbe rivelarsi uno strumento altamente efficace e a basso costo per ridurre significativamente la recidiva del cancro del colon-retto nei pazienti ad alto rischio.